Nell'arte sacra, l'amore scorre attraverso l'alfabeto della bellezza, cercando di rendere visibile ciò che è invisibile, di rappresentare ciò che non può essere espresso in nessun altro modo. Comunico attraverso il sottile alfabeto della scultura, in modo che il sacro e il Mistero diventino tangibili.
L'arte sacra invita alla trascendenza. È come se ferisse, raggiungendo il nostro intimo, e interrogando facesse la domanda sul senso della vita. È vera quando tocca la profondità esistenziale, riempiendo il cuore di gioia, commozione, lacrime… perfino di dolore; raramente ci rapisce in estasi. Ogni opera pone una domanda sul senso, che diventa una sfida, mettendo in crisi , ispirando a riflettere sulla vita in un modo nuovo.
È un'esperienza che coinvolge tutta la persona: la vista, il tatto, la ragione e il cuore, collegandosi al mistero che si manifesta nella vita, ma che la supera sempre con la propria grandezza.
Quando creo davanti al Mistero, non cerco di racchiudere ciò che è invisibile, misterioso, eterno e infinito in una forma concreta. Non voglio farne un idolo, ma piuttosto aprire uno spazio in cui l'esperienza spirituale diventi tangibile, possibile da incontrare e vivere nel profondo del cuore.