






Mi chiamo Margherita (Małgorzata Maria) Winnik. Sono nata nel 1974 a Breslavia e fin da piccola ho sentito che il mondo mi parlava attraverso il linguaggio delle forme, della materia e della luce. Ho studiato all'Accademia di Belle Arti di Perugia, dove ho discusso la mia tesi sulla materialità del linguaggio plastico. Ho perfezionato le tecniche dell'incisione e le tecniche scultoree, in particolare la fusione dei metalli, all'Università di Barcellona.
La mia creatività è sempre orientata verso ciò che è invisibile, spirituale, da qui il mio fascino per l'arte sacra: creo opere che penetrano nello spazio sacro, ma anche nell'intimità delle case di persone che desiderano sperimentare la bellezza. Dove l'arte deve essere un'esperienza spirituale, un segno sottile della presenza della bellezza e della fede nella vita quotidiana
Il mio lavoro è dialogo con lo spazio e la luce, una ricerca di armonia tra l’ architettura e la forma, una sperimentazione con i materiali e le tecnologie. Lavoro nella fusione dei metalli (fusione a cera persa, microfusione, fusione in sabbia) e nella ceramica, creando smalti e decorazioni che trasformano la pietra vulcanica in pezzi quasi magici.
Il mio percorso artistico è un incontro tra
la materia e l'effimero, dove la scultura
e l'installazione diventano un racconto dell'uomo nella sua ricerca di senso, bellezza, conforto e verità. Le mie opere nascono dalla contemplazione. Dal silenzio che insegna a vedere. Dall'attenzione alla luce che rivela ciò che è fragile e commovente. Dal bisogno di dare forma a ciò che portiamo dentro di noi: la solitudine, i desideri, i ricordi,la nostalgia, la fede, la memoria del tempo.
Mi interessa il momento di commozione interiore dello spettatore, quando la materia smette di essere solo materia e diventa esperienza. Quando lo sguardo si sofferma un attimo più a lungo. Quando il silenzio si fa più profondo. Creo sculture e installazioni dal bisogno di dialogo con Dio, con me stessa, con l'altro, con lo spazio che invita a fermarsi. L'arte è per me una forma di presenza.
Collaboro con fonderie italiane per eccellenza.
Ho vissuto e studiato a Breslavia, Barcellona, Perugia, Gorizia e Frosinone, dove attualmente creo, permettendo che i luoghi e la loro energia plasmino le mie opere.
Ogni mostra è uno spazio in cui le opere acquistano nuova vita, dialogando con lo spettatore, con la luce e lo spazio.. È il luogo di incontro tra l'artista e il pubblico, dove emozioni, riflessioni e ispirazioni diventano parte di un'esperienza comune.
La critica è per me qualcosa di più di una valutazione, è una luce che si riflette nelle mie forme e nei miei colori. La sua riflessione mi permette di cogliere le sfumature che da sola non riuscirei a notare e conferisce alla mia opera nuove dimensioni.
In questa pagina ho raccolto le parole degli esperti che mi hanno accompagnato nel mio percorso artistico. Ogni opinione è come l'eco di un incontro, come un sottile ponte tra il mio mondo e quello del pubblico. Insieme creiamo uno spazio in cui l'arte vive più pienamente.
Nelle sue dichiarazioni di poetica Margherita Winnik ribadisce un interesse quasi ossessivo per ciò che, nella scultura, nega alle forme lo status di oggetto.Correlativamente introduce ad una morfologia naturale nella quale non è rintracciabile né la presenza della mano né quella dei procedimenti tecnici che portano alla realizzazione dell’opera.L’artista polacca, inoltre, ha del vuoto un’idea precisa: è l’esperienza che conduce alla pienezza, la porta stretta che avvia a ciò che alimenta la materialità del linguaggio plastico e la praticabilità dell’esperienza del reale.Risultati: tracce che evocano l’argilla primordiale e i frammenti di eventi cosmogonici, segni e gesti comunque sviluppati al di fuori di un’idea storica della forma e anteriori perfino al modello archetipale. Nonostante questa tensione al primordiale le tracce della Winnik non hanno nulla di organicistico. Esse conservano piuttosto la spinta energetica che interviene a stamparsi sulla realtà dei reperti focalizzando un'attenzione creativa che non ha nulla a che fare con la mitologia energetica del poverismo. Qui infatti, la forza viene recapita come variabile eroica dentro un’economia che è sempre sul punto di rivelarla facendola esplodere nell’attimo della sua massima tensione.
L’Opera di Margherita Winnik dal titolo Intimità, è una fusione di alluminio che contiene in sé la storia di un processo aleatorio, in cui assemblando con lungimiranza estetica materiali organici - quali foglie, corteccia, tessuti - amalgamati da polistirolo e cera, l'artista ha creato un insieme su cui è stato costruito lo stampo dentro al quale far colare il metallo liquido, e che bruciando ha lasciato le tracce degli elementi combusti nel metallo. Il risultato finale conseva in sé un'identità che continua a vivere come sostanza naturale, con una superficie materica forte, palpabile: una sorta di corteccia d'albero enfatizzata, che nelle crepe, o fessure che si allargano, si accende di risalti estremi di luce. A ben guardarla, l'opera sprigiona il senso di una spazialità che va oltre la forma stessa, e il risultato finale è che l'elaborazione si presta a essere variamente applicata in edilizia: in verticale può trasformarsi in copertura di lesene, e altrimenti, in orizzontale, può diventare una spettacolare nervatura parietale.
Insistita attenzione agli addensamenti tridimensionali dell’ombra - la scultura che Malgorzata Winnik ha concepito per il sagrato della Chiesa di San Michele. Inspirandosi anche al “ dimezzamento” del Visconte di Calvino, l’artista esplora formalmente quelle linee di demarcazione etica- fra bene e male, fra l’utile e il giusto- che emotivamente percepiamo articolare nella nostra geologia interiore. Lo fa con dei volumi di alluminio che vien da leggere come stoppie riarse, o scisti rubati da un sisma alla millenaria fissità di un apparente equilibrio. Nei loro anfratti si respira il peso caliginoso del dramma, ma si intravede la luce; si sperimenta il dualismo tormentato che la nostra tradizione ha convogliato in un arte di sublimi Crocifissi ma le cui radici culturali si annidano nelle lacerazioni del mondo precristiano. D’altronde, “ …soltanto cosi un’opera d’arte può compiere la sua funzione catartica: per mezzo di una forma perfetta data da un contenuto che non può essere che torbido, oscuro, ambiguo, e intriso di morte; in altre parole, mitico: giacché è il mito, appunto, che rispecchia la polivalenza dell’esistere, e sottintende sempre la esigenza di una salvazione per mezzo di un totale rinnovamento: morte e risurrezione”.
La mia arte è alla continua ricerca di nuovi spazi e di sfide. Ogni progetto è un mondo a sé stante: dalle sculture sacre alle installazioni in spazi pubblici, fino alle opere destinate alle case di coloro che desiderano portare l'arte nella vita quotidiana.
In questa pagina trovi i miei progetti attuali, quelli a cui sto lavorando. Ogni opera è un concetto attentamente studiato, basato sul dialogo con la materia, la luce e lo spazio.
Per coloro che desiderano sostenere la creazione di nuove opere, ho preparato la possibilità di cofinanziare i progetti. Grazie al Tuo aiuto, ogni progetto può prendere forma e raggiungere spazi in cui l'arte diventa esperienza.
Possibilità attuali di sostegno:
Antoni Gaudi e stato proclamato “ Venerabile Servo di Dio “, un titolo che è il primo nel processo di beatificazione e canonizzazione con cui la Chiesa cattolica istituisce nuovi Santi. Spinta dalla forte convinzione nella Sua Santità vorrei trovarmi “pronta” a quel gran momento della proclamazione di Gaudi, Architetto di Dio come Beato, realizzando una scultura monumentale -reliquiario. La scultura rappresenta l’artista architetto, vestito con una vistosa cravatta e una camicia eccentrica nel quale tasca si nota una presenza discreta del rosario( la” sua l’arma”)La figura è immersa in un mondo stupefacente delle sue idee.Infatti il suo busto è circondato dalle forme che richiamano il mondo di Antoni Gaudi , la parafrasi artistica delle sue creazioni che con un linguaggio spesso simbolico rimandano a Dio Creatore, sempre al primo posto nelle sue opere.