






La fede è una relazione, un legame, un incontro con Dio – Persona. È la convinzione che Lui mi abbia amato per primo, senza alcun merito da parte mia,gratuitamente così come sono. La fede è la certezza che Dio desidera la mia felicità e la consapevolezza che ha posto il desiderio di felicità nel mio cuore, guidandomi verso una libera scelta: diventare moglie, madre, amica, artista.
Troviamo la felicità scoprendo il mondo dentro di noi e incontrando Lui lì, per dare un vero senso a ciò che accade all'esterno. Solo nel profondo di noi stessi, alla presenza di Dio, possiamo provare la pienezza della felicità. La fede ci permette di vedere la nostra vita, spesso in bianco e nero, in tutto il suo splendore.
Lo spazio vuoto gioca un ruolo fondamentale nelle mie sculture. Ho una concezione precisa del vuoto: è un'esperienza che conduce alla pienezza, una porta stretta che alimenta la materialità del linguaggio plastico e satura l'esperienza pratica della realtà. Spesso rimuovo ciò che è superfluo per rivelare ciò che è necessario.
In un'opera d'arte, questa apparente assenza ha un significato particolare. Il vuoto crea spazio per la vita della forma, proprio come fa il silenzio nella mia vita. Per percepire la forma di una scultura, oltre alla luce, dobbiamo osservare l'oscurità; per enfatizzare la pienezza, è necessario il ruolo del vuoto.
La scoperta del silenzio permette di scendere nel profondo di sé stessi, di rimuovere tutto ciò che ingombra, che appesantisce, che è superfluo, lasciando spazio affinché Lui possa entrare. Così questa oscurità, questo vuoto, questo silenzio diventano abitati. I luoghi mistici, pieni di silenzio, permettono di entrare nel profondo di sé stessi, nella contemplazione del Creato. Su questo silenzio, molti santi hanno costruito la loro vita.
Ci sono luoghi meravigliosi nella natura, incontaminati, silenziosi, come templi naturali, che aiutano a scoprire se stessi e a creare. La natura, con il suo meraviglioso ritmo di vita, mi ispira immensamente. L'eco della natura risuona in ogni mia opera.
In questi luoghi raccolgo le radici,le piante, le foglie, corteccie e le spine per tradurle nel linguaggio della scultura. Cerco il rapporto tra me stessa e il mondo, cercando di superare la realtà apparente. La realtà è sempre più grande di ciò che ne comprendo.
Affascinata dalla materia, sperimento la sua resistenza al gesto per ricreare nell'arte i vari impulsi della natura, che nella sua esistenza genera la vita con la sua eterna rinascita. La mia ricerca si concentra sulle tracce e sulle impronte, sui segni nascosti che richiedono ascolto e silenzio. Le impronte sono il “desiderio” di individualità. Come riflessi della natura, si formano in strati di materia. I rilievi, assorbendo la luce delicata, rivelano e descrivono il paesaggio della mia anima.