L'arte, attingendo dallo Spirito,
parla al cuore

È nel CREARE ED AMARE che trovo le conferme di essere stata creata alla somiglianza con Dio.

L’ISPIRAZIONE

Voglio credere che sia il Signore a plasmare i miei pensieri e sentimenti, e mi lascio guidare da Lui, attraverso la gioia e la fatica del processo scultoreo, alla creazione di un'opera che evochi la Sua bellezza, fonte inesauribile della mia ispirazione.

Il mio desiderio è quello di creare qualcosa di più di un oggetto artigianale di serie. Il pensiero, circondato dalla preghiera per giorni, mesi o anni, con il tempo si trasforma in una scultura. È così che, nella ricerca della riflessione sulla Vera Bellezza, nascono le idee per le mie opere. I misteri contemplati assumono la forma di spazi vuoti e pieni.
Mi avvicino timidamente alla vita dei Santi per mostrarli come diversi e allo stesso tempo così simili, originali, ognuno pienamente se stesso. Il lavoro sull'opera è la mia preghiera.Tworzenie è un incontro privato con Dio; momenti di lacrime, ringraziamenti, stupore, contemplazione e silenzio, per rimanere nella verità e nell'intuizione.

Domande continue, tentativi, decisioni, stanchezza, fallimenti, paura, cadute, propositi, cambiamenti: è un processo di conversione continuo. Ogni fase del lavoro è una fase successiva della preghiera, spesso accompagnata dall'Eucaristia. È l'accettazione delle difficoltà quotidiane, della vita frenetica e del mistero della vita vissuta. e una vita che pulsa…

Affido a Dio l'intero lavoro creativo del modello e il rischioso processo di fusione, affinché tutto si realizzi secondo la Sua volontà. È una preghiera quotidiana affinché Egli guidi le mie mani verso la Sua gloria.

Proprio come le forme delle sculture emergono trasformate dalle fiamme, ricche di un'esperienza che prima non avevano, così anch'io, artista, dopo l’esperienza dell’ogni incontro non sono più quello che ero prima. Solo il sigillo - la mia firma - rimane lo stesso. Ora la mia vita è diversa... fino alla prossima scultura.

La fede è una relazione, un legame, un incontro con Dio – Persona. È la convinzione che Lui mi abbia amato per primo, senza alcun merito da parte mia,gratuitamente così come sono. La fede è la certezza che Dio desidera la mia felicità e la consapevolezza che ha posto il desiderio di felicità nel mio cuore, guidandomi verso una libera scelta: diventare moglie, madre, amica, artista.

Troviamo la felicità scoprendo il mondo dentro di noi e incontrando Lui lì, per dare un vero senso a ciò che accade all'esterno. Solo nel profondo di noi stessi, alla presenza di Dio, possiamo provare la pienezza della felicità. La fede ci permette di vedere la nostra vita, spesso in bianco e nero, in tutto il suo splendore.

Lo spazio vuoto gioca un ruolo fondamentale nelle mie sculture. Ho una concezione precisa del vuoto: è un'esperienza che conduce alla pienezza, una porta stretta che alimenta la materialità del linguaggio plastico e satura l'esperienza pratica della realtà. Spesso rimuovo ciò che è superfluo per rivelare ciò che è necessario.

In un'opera d'arte, questa apparente assenza ha un significato particolare. Il vuoto crea spazio per la vita della forma, proprio come fa il silenzio nella mia vita. Per percepire la forma di una scultura, oltre alla luce, dobbiamo osservare l'oscurità; per enfatizzare la pienezza, è necessario il ruolo del vuoto.

La scoperta del silenzio permette di scendere nel profondo di sé stessi, di rimuovere tutto ciò che ingombra, che appesantisce, che è superfluo, lasciando spazio affinché Lui possa entrare. Così questa oscurità, questo vuoto, questo silenzio diventano abitati. I luoghi mistici, pieni di silenzio, permettono di entrare nel profondo di sé stessi, nella contemplazione del Creato. Su questo silenzio, molti santi hanno costruito la loro vita.

Ci sono luoghi meravigliosi nella natura, incontaminati, silenziosi, come templi naturali, che aiutano a scoprire se stessi e a creare. La natura, con il suo meraviglioso ritmo di vita, mi ispira immensamente. L'eco della natura risuona in ogni mia opera.

In questi luoghi raccolgo le radici,le piante, le foglie, corteccie e le spine per tradurle nel linguaggio della scultura. Cerco il rapporto tra me stessa e il mondo, cercando di superare la realtà apparente. La realtà è sempre più grande di ciò che ne comprendo.

Affascinata dalla materia, sperimento la sua resistenza al gesto per ricreare nell'arte i vari impulsi della natura, che nella sua esistenza genera la vita con la sua eterna rinascita. La mia ricerca si concentra sulle tracce e sulle impronte, sui segni nascosti che richiedono ascolto e silenzio. Le impronte sono il “desiderio” di individualità. Come riflessi della natura, si formano in strati di materia. I rilievi, assorbendo la luce delicata, rivelano e descrivono il paesaggio della mia anima.